L‘Atlante sintattico della Calabria (AsiCa) e la geolinguistica virtuale

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    Thomas Krefeld (2019): L‘Atlante sintattico della Calabria (AsiCa) e la geolinguistica virtuale, Version 8 (10.10.2019, 08:10). In: Thomas Krefeld & Roland Bauer (Hrsgg.) (2019): Lo spazio comunicativo dell’Italia e delle varietà italiane, Version 57. In: Korpus im Text. url: http://www.kit.gwi.uni-muenchen.de/?p=47419&v=8.
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1. Il calabrese e la continuità diatopica delle parlate romanze

L‘Atlante sintattico della Calabria (AsiCa) documenta un’area di particolare rilevanza  tipologica, perché i dialetti presentano, oltre a tratti italo-romanzi, se non calabresi,  anche elementi che si ritrovano da un lato nel romanzo balcanico e dall’altro nell’iberoromanzo. Soprattutto nella morfosintassi la varianza è notevole, cosicché già il modo di parlare del calabrese è solo giustificato in termini geografici ma non in quelli linguistici.

1.1. Tratti specifici dell’italoromanzo

Caratteristico per l’italoromanzo è l’uso del possessivo preposto in combinazione con l’articolo definito; questa costruzione, che distingue anche l’italiano standard, è, tuttavia, limitato al dialetto del punto AsiCa più meridionale, cioè Bagnara Calabra, il cui dialetto assomiglia già fortemente al siciliano:

nu juarnu vogghju ritornar ô me pais
  prep. + art.
poss.
nome
F 22: ‘Un giorno vorrei tornare al mio paese.’ (attest.cartina)

Le attestazioni isolate del costrutto nel nord della Calabria vanno interpretate come italianizzazioni. Predomina largamente la posposizione del possessivo1Cfr. in dettaglio Krefeld 2007d; tuttavia, l’articolo non si colloca mai a destra. In termini di tipologia areale, costatiamo quindi un parziale parallelo al rumeno, che combina anche l’articolo definito con il possessivo; in contrasto con il calabrese l’articolo definito si trova nel rumeno sempre in posizione enclitica:

calabrese nu juarnu vulessa turnarə a  ru
paisə miə attest.
    art. nome poss.  
rumeno Într-o zi am să vreau să mă întorc în  satul  meu.  
    nome+art.  poss.  

Una costruzione forse esclusivamente calabrese può essere descritta come una serializzazione di verbi coniugati, la seconda forma assume la funzione che nell’italiano standard si costruisce con l’infinito (vgl. Krefeld 2007c):

fra nu puaku ti  viagnu  ʈruavu
  1. pers. pres. 1. pers. pres.
F48: ‘Fra poco vengo a trovarti.’ (attestazionecartina)

1.2. Tratti comuni con il romanzo balcanico e con l’iberoromanzo

Alcuni informanti usano solo il tipo avere come ausiliare temporale attivo; ecco un esempio:

Maria sə n  [h]a  ghjut  sentsa mi salutarə.
  3. pers. pres. avere part. pass. jiri ‚andare‘  
F13: ‘Maria se n’è andata senza salutarmi.’ (attestazionecartina)

Questo uso corrisponde allo spagnolo e al rumeno2Ringrazio Martha Guzmán e Aurelia Merlan degli esempi spagnoli e rumeni., perché in entrambe le lingue il tipo ‘essere’ non funziona come ausiliare temporale all’attivo:

spagn. María se ha ido sin despedirse de mí.
rum. Maria a plecat fără să mă salute. 

 

In Calabria, tuttavia, l’uso esclusivo di avere è ovviamente regressivo, come mostra la mappa; si noti che qui i parlanti più anziani maschili in contesto migratorio si dimostrano conservatori (per la tipologia degli informanti si veda Kap. ). Tratti con questa distribuzione areale comunque non sono compatibili con l’ipotesi di una divisione tipologica est-ovest della Romania.

1.3. Tratti comuni con il solo romanzo balcanico

La peculiarità indubbiamente più conosciuta e meglio descritta del calabrese (e del salentino) riguarda la subordinazione (cf. Salminger 2009), cioé le forti restrizioni nell’uso  dell’infinito. Esso è sostituito con delle subordinate complementare introdotte, secondo il verbo, da complementatori diversi; ecco due esempi di una informante di Bivongi:

  dassa  ka  mmanddʒə
    congiunzione I  
  letter.: ‘lassa che mangia’
F 31: ‘Lassalo mangiare.’ (attestazionecartina
Biv1wDQ1 nu juarnu vorria    u tuarnu nô paisi
    congiunzione II  
  letter.: ‘un giorno vorrei che torno al paese’
F22: ‘Un giorno vorrei ritornare al mio paese.’, attestazionecartina

Si confrontino gli equivalenti in rumeno, che esigono in entrambi i casi una subordinata complementaria al posto dell’infinito; ma negli esempi si usa la congiunzione II + congiuntivo; alla congiunzione I corrisponde in rumeno :

  calabrese rumeno
F 31 dassa ka mmanddʒə Lasă-l  mănânce!
  letter. ‘lascia, che mangia’ letter. ‘lascialo, che mangia’
F 22 nu juarnu vorria u tuarnu nô paisi  Într-o zi am să vreau mă întorc în satul meu.
  letter. ‘un giorno vorrei che torno al paese’ letter. ‘un giorno ho che vorrei che mi torno al mio paese

In calabrese l’opposizione delle due congiunzioni è fortemente in regressione e di regola la congiunzione del secondo tipo è generalizzata. 

1.4. Tratti comuni con il solo iberoromanzo

Una caratteristica comune ben nota con lo spagnolo è la cosiddetta marcatura differenziale dell’oggetto (ossia: accusativo preposizionale): in certe condizioni, l’oggetto diretto è retto dalla preposizione a; di regola questo costrutto è necessario se l’oggetto si riferisce a persone. La tabella seguente mostra gli stimoli rilevanti del questionario AsiCa; le mappe corrispondenti documentano la validità generale del costrutto (che è diffuso anche oltre la Calabria in Italia meridionale e in Sicilia):

F 24 Ho sentito strillare qualcuno . cartina
F 38 Non ho visto passare nessuno . cartina

Ecco un’attestazione esemplare (di Cariati) con equivalente spagnolo:

kalabrisch nun [h]e vistu passarə a niʃʃun attestazione
spanisch no he visto pasar a nadie  

Anche questo costrutto trova un riscontro parziale nel romanzo balcanico dato che sotto certe condizioni pure in rumeno l’oggetto diretto dipenda da una preposizione; però si usa la preposizione rum. pe ‘su’ (< lat. per).  

    rumeno
F 31 Lassalo mangiare. con pronome clitico: lasă-l să mănânce!
con pronome focalizzato, non clitico: pe el lasă-l să mănânce!

2. La metodologia

L’AsiCa è un progetto modesto per quanto riguarda il suo volume, ma si presta bene a illustrare lo sviluppo metodologico accelerato della geolinguistica 3Per questo termine in confronto ad altri come dialettologia ecc. cf. Krefeld 2019u. che coinvolge aspetti variazionali da un lato e aspetti mediali dall’altro – sebbene non si parlava esplicitamente di linguistica mediale nella versione originale dell’AsiCa e molto probabilmente questa espressione neanche esisteva ancora al momento dell’ideazione e dell’attuazione del progetto.

2.1. Geolinguistica pluridimensionale

La componente variazionale era modellata sulla dialettologia pluridimensionale di Harald Thun u.a. che era adottata anche, non senza modifiche, da parte del monumentale Atlante linguistico della Sicilia (ALS; vgl. Sottile 2019).

La dimensione diatopica comprende due parametri; in primo luogo, la rete dei punti rappresenta la nota differenza tra i dialetti della Calabria meridionale e quella settentrionale; al nord appartengono Luzzi, Cariati e Belvedere di Spinello, al sud San Pietro a Maida, Mileto, Bivongi, Polistena e Bagnara Calabra. Inoltre – per la prima volta nella dialettologia – si tiene conto sistematicamente della migrazione: sono stati registrati dati da parlanti extraterritoriali residenti in Germania. Il loro confronto con i dati italiani serve agli interessi della linguistica migratoria. L’aspetto diatopico delle varietà parlate nel contesto migratorio è ovvio, ma allo stesso tempo viene introdotta un’altra dimensione fondamentale della variazione, che non è prevista nelle consueta diasistematica fondata su diatopia, diastratia, diafasia, diamesia e diacronia, ovvero la competenza multilingue individuale.

In termini diagenerazionali e quindi microdiacronici, la metà degli informanti (sia in Italia, sia in contesto migratorio) rappresentano due generazioni diverse.

È anche riconosciuta la dimensione diasessuale perché metà degli informanti sono di sesso femmile, metà maschile; al solito, la variazione diasessuale è attribuita alla dimensione diastratica. 

Nell’AsiCa, la dimensione diastratica è definita dai livelli di istruzione diversi; in particolare comprende un piccolo gruppo di illettrati (vgl. Krefeld 2007e).

Più importanti però sono le dimensioni diatopica, diagenerazionale e diasessuale; esse spiccano nella cartografazione tramite georeferenziazione e simboleggiamento, come lo mostra il grafico seguente:

quadretti sup.: 1a generazione
quadretti inf.: 2a generazione
quadretti a sin: maschi quadretti a dest.: femm.  
AsiCa, simboleggiamento degli informanti, secondo Thun u.a. 1989

Non è stata ancora effettuata una valutazione quantitativa esaustiva della variazione documentata; studi particolari possono essere consultati qui.

Atlanten dieser Art zielen also darauf ab, jenseits der Diatopik in methodisch kontrollierten Ausschnitten auch intradialektale Variation anderer Dimensionen zu erfassen und so im Idealfall die dialektale Dynamik widerzuspiegeln. Durch diesen Abschied vom Prinzip des repräsentativen Einzelinformanten wurde die Variations- und Varietätenlinguistik, die ja nach dem Vorbild der Dialektologie entstanden ist, in die Dialektologie, besser: in die Geolinguistik zurückgeholt. Der damit verbundene, sehr tiefgreifende theoretische und methodologische Wandel rechtfertigt es, von der zweiten Generation der Geolinguistik zu reden.

Gli atlanti di questo tipo mirano quindi a catturare in modo sistematico e controllato, delle variazioni intradialettali di altre dimensioni; così  sono capaci , nel caso ideale, di riflettere le dinamiche dialettali. Con questo allontanamento deciso dal principio del singolo informante, la dialettologia, ossia la geolinguistica riesce a rimpatriare la varietistica, che all’inizio era concepita sul modello della stessa variazione dialettale.  Il profondo cambiamento teorico e metodologico che ne risulta giustifica il parlare della seconda generazione di geolinguistica.

2.2. Geolinguistica virtuale

Sin dagli anni ’80 del XX secolo, anche nella dialettologia, l’utilizzo di procedure digitali per l’amministrazione e l’organizzazione dei dati è sempre più in aumento (vgl. Goebl 2018). Tuttavia, occorre notare che il riorientamento multidimensionale della geolinguistica sopra descritto si è sviluppato indipendentemente da questo. Anche la prima generazione di dialettologia è stata portata avanti con mezzi tecnici molto avanzati, come dimostra ad esempio l’ALD. In altre parole, il progresso tecnico e dei media non ha avuto un’influenza diretta sulla concezione linguistica. Questo ruolo puramente additivo, per non dire accidentale, dei media per la linguistica è cambiato fondamentalmente con l’avvento del Web2.0, cioè principalmente con l’implementazione dei social media.

Tutti quei progetti che utilizzano Internet non solo come luogo di pubblicazione, come fosse uno scaffale virtuale per archiviare testi statici e banche dati empiriche autonome, sono essenzialmente, cioè già nella loro concezione, mediatizzati (cf. Krefeld 2017c); essi  incarnano quindi una nuova generazione, cioè la terza generazione della geolinguistica. Tuttavia, devono essere fatte delle gradazioni, perché non tutti i progetti basati sul web fanno lo stesso uso delle opzioni disponibili. I „figli“ prototipi della terza generazione, come VerbaAlpina, sono caratterizzati, tra l’altro, dal fatto di enfatizzare l’ampio orizzonte della cooperazione scientifica e cercano di fare offerte corrispondenti. Proprio questo zelo collaborativo è stato identificato recentemente con la utile sigla FAIR (cf. Krefeld/Lücke (im Druck)), che sta per i seguenti quattro principi di etica scienfica, tra di loro strettamente intrecciati:

FAIR principles  
Data have to be Findable,
Accessible,
Interoperable,
Reusable.

 

Di fronte alla brevissima schizza storiografica###

Alla luce di questo schizzo storiografic, l’AsiCa può essere posizionato esattamente all’interfaccia tra la ’seconda‘ e la ‚terza‘ generazione degli atlanti. La concezione originale era piuttosto attuale (pluridimensionale) in termini della varietistica, ma dal punto di vista tecnico e mediale rimaneva ancora orientato a lavorare con i computer locali e a pubblicare una stesura stampata. Ma immediatamente dopo il completamento della raccolta dati, Stephan Lücke aveva suggerito l’uso coerente della tecnologia web per l’organizzazione, la documentazione e la pubblicazione dei dati. La conseguenza inevitabile era una fondamentale riconcezione e addirittura lo sviluppo di una geolinguistica virtuale innovativa: il progetto ha vissuto, per così dire, una grave operazione prenatale sul suo cuore metodologico. L’intervento si è rivelato più che felice, cosicché l’atlante gode ancora oggi di una salute molto robusta.

La lungimiranza della rielaborazione di Stephan Lücke si riflette anche nel fatto che i requisiti degli attuali principi FAIR erano già stati soddisfatti avant la lettre; lo schema seguente specifica l’attuazione dei quattro principi.

FAIR principles AsiCa  
Findable CLARIN-D, DOI, URN, URL finemente granulati per le carte e le singole attestazioni  
Accessible open Source, tecnologia web, licenze CC BY SA  
Interoperable esportazione dei dati linguistici tramite liste HTML; su richiesta accesso al database relazionale in formato MySQL; URL finemente granulati per ogni mappa. rielaborazione 2019 → AsiCa2.0
Reusable   usabilità diretta dei tool sviluppati (es. per il tagging); arricchimento dei dati attraverso tesi di laurea specialistica (vgl. Hausmann 2019)

 

È opportuno illustrare i vantaggi della granularità molto fine sin dalla sua origine con dei esempi: ogni cartina, come ad esempio quella con i risultati dello stimolo „F10: Comincia a piovere“, è accessibile tramite un apposito URL, cioè in questo caso <http://www.asica.gwi.uni-muenchen.de/index.php?atlante=1&quest=1&frage=24.> Inoltre, ogni simbolo della cartina, cioè ogni quadretto colorato, può essere cliccato; in questo modo l’utente ha accesso alla trascrizione dell’attestazione particolare e alla corrispondente rappresentazione audio, concretamente <http://www.asica.gwi.uni-muenchen.de/index.php?atlante=1&frage=24&qd=Q&details=Luz1wI>, per una attestazione del punto di rilievo Luzzi.

Anche AsiCa2.0 offre le stesse funzionalità, come gli esempi citati prima (vedi Kap. ) hanno già mostrato implicitamente. Ora, per la nuova interfaccia utente, Veronika Gacia e Tobias Englmeier hanno sviluppato simboli specifici per ogni tipo di informante; i quadretti originali sono stati sostituiti con dei quadranti, cosicché la categoria (generazione, sesso) è già codificata senza ambiguità dalla curva del rispettivo quadrante: 

quadranti sup.:
1a generazione
quadranti inf.:
2a generazione
AsiCa quadranti a sin.:
maschi
quadranti a dest.:
femm.
 
AsiCa2.0, simboleggiatura degli informanti

 

Bibliographie

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  • Krefeld/Lücke 2018b = Krefeld, Thomas / Lücke, Stephan (Hrsgg.) (2018): Berichte aus der digitalen Geolinguistik, in: Korpus im Text, München, LMU (Link) .
  • Salminger 2009 = Salminger, Irmengard (2009): Subordination und Finitheit im Kalabrischen: eine Untersuchung im Rahmen des Atlante sintattico della Calabria (ASICA), Frankfurt am Main, Lang.
  • Sottile 2019 = Sottile, Roberto (2019): L’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS), in: Krefeld/Bauer 2018, München (Link) .
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